cultura

Les Territoires

Val di Sieve (Toscana, Italia)

La Val di Sieve è parte del bacino del fiume Sieve, maggior affluente dell’Arno (dice il detto locale: Arno non cresce se Sieve non mesce), il quale è suddiviso da sempre in Mugello (alta valle) e Val di Sieve (bassa valle). L’orografia dell’area è quella che caratterizza tutto il versante tirrenico dell’Appennino Centrale e Meridionale: ampie conche parallele alla dorsale appenninica, intervallate da massicci e contrafforti antiappenninici. La Val di Sieve è quindi compresa tra il crinale che va dal Monte Falterona (1.654 mt.) al Massiccio del Pratomagno (1.591 mt.) e il contrafforte di Monte Giovi (992 mt.). Il paesaggio varia rapidamente dal fondovalle all’alta collina alla montagna. La catena montuosa è denominata Appennino Toscano e Appennino Tosco-Romagnolo ed essendo relativamente bassa, da tempo immemorabile è via privilegiata per l’attraversamento degli Appennini, cerniera di comunicazione con il Bolognese e la Romagna, tra Mar Tirreno e Adriatico e Nord e Sud del paese. Tutta la zona si distingue per la presenza di boschi e foreste di altissimo valore ambientale, tutelati e protetti in aree e parchi naturali: il più importante di essi è il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Il recente aumento della superficie boschiva, conseguenza del progressivo abbandono dell’agricoltura e della pastorizia, ha suggerito la costituzione della Foresta Modello delle Montagne Fiorentine, progetto di sviluppo e gestione economica e culturale del territorio, riconosciuto a livello internazionale.

Nonostante gli stravolgimenti intercorsi a partire dalla seconda metà del secolo scorso si possono ancora osservare tre modalità di popolamento: 1. “a podere”, cioè in case coloniche sparse e isolate tra boschi e coltivazioni; 2. in paesi di collina o fondovalle, nati come avamposti con funzione di controllo delle vie di comunicazione o come centri di mercato, che oggi si sono enormemente ingranditi in seguito ai fenomeni di inurbamento dopo il tracollo della mezzadria e alla recente emigrazione dalla città verso la campagna; 3. in piccole borgate funzionali alla vita e all'economia in alta collina e montagna. Sopra a ogni cosa ciò che ha segnato nel bene e nel male la vita e il paesaggio di quest’area è stata l’estrema diffusione del sistema mezzadrile, durato per molti secoli fino agli Anni ’70, tanto che tuttora le ex-fattorie, divenute aziende con operai agricoli al posto di coloni, mantengono pressoché intatte le proprietà originarie. Pastori transumanti nelle Maremme, contadini, boscaioli, carbonai, impagliatrici di fiaschi, bottai, scalpellini, fornaciai, vetrai e artigiani del coltello, della lana e delle calzature sono alcuni dei mestieri più diffusi fino a non molti anni fa. L’industria, oggi scomparsa o in forte crisi, si è sviluppata intorno ai settori della produzione vinicola, vetro,olivicoltura, materiale ferroviario, laterizi, cemento, tessile laniero, calzature e pelletteria.

Oltre la Val di Sieve, il lavoro dell’Associazione “La leggera”, nell’ambito del progetto Tramontana, ha interessato la contigua valle del Casentino e le più lontane valli del Farma e del Merse (Comune di Monticiano):

Per la descrizione del territorio del Casentino: EcoMuseo del Casentino
Per la descrizione del territorio di Monticiano: EcoMuseo della Val di Merse